Tumore dello stomaco, approvata e disponibile in Italia una nuova cura. Ecco i sintomi

Corriere Salute

di Vera Martinella

Rimborsato dal Servizio sanitario nazionale un farmaco che si è dimostrato in grado di allungare la sopravvivenza dei malati in stadio avanzato ed HER2-positivi (è fondamentale fare il test diagnostico)

Ancora un piccolo, importante, passo avanti che allunga la sopravvivenza dei malati con un tumore allo stomaco metastatico: anche in Italia è disponibile, rimborsato dal Servizio sanitario nazionale, un nuovo farmaco che si è dimostrato in grado di far guadagnare mesi di tempo prezioso a chi ha una neoplasia inoperabile e non ha tratto i benefici sperati da un primo ciclo di cure. Una notizia rilevante anche in virtù dei numeri: un carcinoma gastrico viene, infatti, diagnosticato a circa 15mila italiani ogni anno, ma meno del 20% dei casi è individuato in fase iniziale

I sintomi e chi rischia di più

Così, purtroppo, la sopravvivenza a cinque anni rimane ancora bassa: «Solo un terzo dei pazienti è vivo dopo cinque anni dalla diagnosi —dice Carmine Pinto, direttore dell’Oncologia medica del Comprehensive Cancer Centre dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia —. Colpa soprattutto del fatto che si tratta di una neoplasia aggressiva che viene per lo più scoperta tardi, quando è già in uno stadio avanzato, perché solo allora inizia a manifestare i primi sintomi». Dolore addominale persistente, perdita di peso senza causa evidente, nausea, inappetenza, un generale senso di debolezza e stanchezza, sangue nelle feci o diarrea sono le avvisaglie da non trascurare, che da molte persone vengono confuse con quelli di altri problemi non gravi.  A non  sottovalutare questi campanelli d’allarme dev’essere soprattutto chi è più a rischio d’ammalarsi, cioè «chi soffre di gastrite atrofica (un’infiammazione dello stomaco) o infezione cronica da Helicobacter pylori (responsabile di ulcera e gastrite) – spiega Sara Lonardi, direttore facente funzione dell’Oncologia 3 all’Istituto Oncologico Veneto IRCCS di Padova -. A far lievitare il pericolo sono anche sovrappeso e obesità, sedentarietà, fumo, dieta povera di frutta e verdura, consumo eccessivo di carni rosse, cibi conservati con sale, nitrati e affumicati. E poi ci sono le forme eredo-familiari, che pur costituendo l’1% di tutti i tumori dello stomaco diagnosticati in un anno, hanno una rilevanza estrema perché dovuti a mutazioni geniche, molto rare ma estremamente potenti, che possono essere ereditate dai consanguinei dei pazienti e in alcuni casi orientano le terapie. Si tratta di tumori aggressivi, la forma ereditaria più comune è quella correlata a mutazioni del gene CDH1».

 Per chi è indicata la nuova cura

Nonostante i casi di carcinoma gastrico siano in aumento in Italia, grazie ai passi avanti compiuti  dalla ricerca scientifica la mortalità da qualche anno ha iniziato a diminuire e sono arrivati nuovi farmaci che hanno contribuito ad allungare la sopravvivenza media di pazienti con una neoplasia in stadio avanzato o metastatico. In questo panorama s’inserisce anche il via libera dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) dell’anticorpo monoclonale farmaco-coniugato trastuzumab deruxtecan come monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con adenocarcinoma dello stomaco o della giunzione gastroesofagea avanzato, HER2-positivo, che hanno ricevuto un precedente trattamento a base di trastuzumab. «Trastuzumab deruxtecan ha dimostrato di essere molto efficace in una condizione clinica complessa, cioè nei pazienti con carcinoma gastrico HER2-positivo (il 20% dei casi presenta sovra-espressione della proteina HER2) non suscettibile di chirurgia, dopo il fallimento della prima linea di terapia medica standard, costituita da chemioterapia più trastuzumab – prosegue Lonardi -. In questi casi, fino a oggi, le possibilità di cura erano limitate e con questa nuova strategia siamo in grado di migliorare sia la risposta obiettiva che la sopravvivenza globale». Il nuovo medicinale è un anticorpo monoclonale farmaco-coniugato: combina, cioè, un anticorpo monoclonale, trastuzumab, con un farmaco chemioterapico, deruxtecan.

 

Fare il test per HER2
L’approvazione della nuova terapia si basa sugli esiti dello studio DESTINY-Gastric01, pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 202o, confermati anche nello studio DESTINY-Gastric02, pubblicato su The Lancet Oncology nel 2023. Il primo trial (di fase due) è stato condotto su 187 pazienti provenienti da Giappone e Corea del Sud, «con vantaggi importanti – chiarisce Lonardi -: è stato osservato un tasso di risposta obiettiva del 51% nei pazienti trattati con trastuzumab deruxtecan rispetto al 14% con la terapia standard. La sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 5,6 mesi rispetto a 3,5 mesi. La sopravvivenza globale mediana ha raggiunto 12,5 mesi rispetto a 8,4 mesi. Questi risultati sono poi stati validati dal DESTINY-Gastric02, che ha coinvolto 79 pazienti in Nord America e Europa con una risposta obiettiva del 42%, una sopravvivenza libera da progressione di circa sei mesi e una sopravvivenza globale mediana di oltre 12 mesi». Essendo il carcinoma gastrico una neoplasia spesso aggressiva, non di rado si presenta con recidive anche in quei malati che sono stati sottoposti a chirurgia con intento radicale. «Alla luce delle novità è importante che tutti i pazienti con carcinoma gastrico avanzato siano sottoposti al test diagnostico per valutare l’espressione di HER2 dall’inizio del percorso di cura, con la consapevolezza che questo passaggio è fondamentale non solo per la prima linea di terapia, ma anche per quella successiva – sottolinea Pinto -. In base agli esiti del test si decide come procedere, visto che  avanzamenti importanti sono stati recentemente raggiunti anche nella terapia della malattia HER2 negativa, combinando la chemioterapia con l’immunoterapia nei pazienti positivi per PD-L1».

 

Ospedali di riferimento

Non meno decisivo è che le persone con un tumore dello stomaco siano trattate in centro specializzati, dove i vari medici si confrontano tra loro in modo da scegliere le terapie più indicate nel singolo caso, perché così crescono le possibilità di sopravvivere e di vivere meglio. La diffusione di questi centri è però ancora molto limitata sul territorio nazionale. «Il tumore gastrico è una patologia ad alta complessità clinica e richiede percorsi dedicati per la diagnosi, la cura e l’assistenza – sottolinea Claudia Santangelo, presidente dell’associazione Vivere senza stomaco (si può) -. La presa in carico di questi pazienti, in particolare con carcinoma avanzato, necessita di un approccio multidisciplinare che permetta una gestione globale, migliorando la sopravvivenza e la qualità di vita. È importantissimo che i pazienti ricevano, fin dall’inizio, una valutazione nutrizionale e che siano seguiti da questo punto di vista durante tutto il percorso di cura perché ischiano la malnutrizione sin dalle prime fasi della malattia. La maggiore attenzione agli aspetti nutrizionali migliora la qualità di vita e la possibilità di accedere a più linee di terapia con un impatto positivo sulla sopravvivenza».

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